Diritto di prelazione del conduttore nel contratto di locazione

La prelazione è una “preferenza” che la legge attribuisce a determinati soggetti.

Nel caso del contratto di locazione il diritto di prelazione è disciplinato dalla lett. g) dell’articolo 3 L. 431/1998 “quando il locatore intenda vendere l’immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione. In tal caso al conduttore è riconosciuto il diritto di prelazione, da esercitare con le modalità di cui agli articoli 38 e 39 della legge 27 luglio 1978, n. 392.”

Se il proprietario decidesse di vendere il suo immobile, al termine dei primi quattro anni della locazione, la prelazione del conduttore garantirebbe a quest’ultimo il diritto di essere informato per primo della vendita. Le condizioni per cui possa avvenire il diritto di prelazione sono due:
– la vendita deve verificarsi alla prima scadenza;
– il locatore non deve avere altri immobili ad uso abitativo oltre a quello adibito a propria abitazione.
La prelazione quindi rende il conduttore l’acquirente privilegiato nell’ipotesi di vendita dell’immobile in cui si trova in locazione.

Secondo la legge il locatore deve dare tempestiva comunicazione al conduttore dell’intenzione di vendere indicando le condizioni della compravendita (tramite lettera raccomandata), il conduttore ha sessanta giorni per decidere se esercitare o meno il diritto di prelazione.
Nel caso in cui l’inquilino decida di esercitarlo, trovato l’accordo, le parti stipuleranno il rogito notarile o un preliminare e l’inquilino dovrà effettuare il saldo del prezzo. L’intera operazione dovrà concludersi entro novanta giorni dalla comunicazione del locatore di voler vendere.
Se l’inquilino comunica per iscritto che rinuncia all’acquisto, a quel punto, il proprietario può cercare un altro acquirente.

 

Alessandra Galeno

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